Mostra IMPRESSIONISTI a Trieste

La mostra fa viaggiare nel tempo e nello spazio

Museo Revoltella, Trieste dal 4 febbraio al 5 giugno 2022

Cosa trovare alla mostra?

Il museo ospita oltre 70 dipinti, provenienti sia da musei francesi che da collezioni private, che permettono di cogliere la stretta connessione tra l’impressionismo e la Normandia. Questa corrente artistica si basa sulla volontà di uscire dall’atelier e dipingere en plein air, ovvero all’aria aperta, e questa regione offre molte ore di luce. Non solo. Falesie, spiagge infinite, la potenza e la bellezza del mare oppure il brulicare dei porti come quello di Honfleur. Soggetti ben rappresentati nelle opere esposte che sembrano trasportare il visitatore al momento in cui l’immagine è stata dipinta sulla tela.
In biglietteria viene fornita l’audioguida oppure è possibile scegliere di ascoltare la spiegazione di alcuni dipinti direttamente sul proprio telefono. Con questa descrizione la visita diventa un percorso più approfondito.

La mostra è anticipata da una sala in cui immagini e suoni avvolgono lo spettatore facendolo entrare dentro al quadro. Così ascoltando lo sciabordio del mare si passeggia sulla spiaggia di Etretat. Bisogna fare un grande lavoro di immaginazione per un’esperienza immersiva perché intorno le persone sono principalmente intente a farsi fotografare.

Impressionismo

Il termine impressionismo deriva da un’opera: Impression. Soleil Levant di Claude Monet. In realtà è la critica, in modo dispregiativo, a dare questo nome dopo aver visto la mostra del 1874 presso il fotografo Nadar poiché i quadri non sono finiti e sono solo impressioni di essi.

Quel modo di dipingere rompe con gli studi accademici, fornendo una nuova prospettiva che è quella del pittore e del suo occhio che non riesce a cogliere tutti i dettagli e perciò in modo fugace e rapido il pittore vuole imprimere sulla tela l’impressione del momento che l’immagine davanti a sé offre. Quindi niente bozzetti, contorni, ma pennellate rapide dove i colori sono accostati e non mescolati e per vedere meglio l’insieme è necessario allontanarsi.

Gustave Courbet, presente nell’esposizione, scrive infatti nel 1861 “L’arte o il talento, secondo me, non dovrebbero essere per un artista che il mezzo di applicare le sue facoltà personali alle idee e alle cose dell’epoca in cui vive. In particolare, l’arte della pittura può consistere soltanto nella rappresentazione delle cose che l’artista può vedere e toccare. Ogni epoca può essere rappresentata solo dai propri artisti, voglio dire dagli artisti che in questa epoca sono vissuti“.

Dove vedere mostre permanenti sull’impressionismo?

Il posto migliore è certamente Parigi, che ospita i più importanti musei di arte impressionista.

  • Musée d’Orsay, in questa ex stazione ferroviaria al piano superiore si possono ammirare dipinti impressionisti dei principali esponenti della corrente artistica
  • Musée Marmottan in cui è presente Impression. Soleil levant di Monet e la più vasta collezione al mondo di questo artista
  • Musée de l’Orangerie, dove si trova un’altra copiosa collezione di opere dei principali artisti del movimento tra cui la serie di otto pannelli di Monet dedicati alle ninfee in due sale ovali appositamente costruite nel 1927 secondo le indicazioni dell’artista

L'artista vuole imprimere sulla tela le impressioni del momento in modo veloce e spontaneo

Normandia

I dipinti esposti in questa mostra mi hanno ricordato del viaggio in Normandia e con piacere ho notato che alcuni luoghi naturali non sono cambiati in cent’anni. Le stesse lunghe spiagge, le stesse falesie a picco sul mare e l’immancabile luce che a giugno (quando ho visitato questi luoghi) illuminava le giornate fino a tarda sera. Durante la visita dell’esposizione, la visione di Arromanches di Auguste Bonheur mi ha fatto tornare subito alla mente che ora non è così. Sullo sfondo adesso emergono i resti della sanguinosa battaglia del D-day del 1944. Da riva si possono vedere le vestigia dei Mulberry, elementi del porto artificiale che gli alleati allestirono dallo sbarco e che la tempesta distrusse qualche giorno più tardi. Ho pensato che mai l’artista avrebbe potuto immaginare che lì vicino sarebbe sorto un cimitero che accoglie 9386 tombe a testimoniare le perdite di soldati americani. Una distesa infinita di croci bianche.
Per fortuna ho ricordato anche un luogo più piacevole: Giverny dove Monet visse dal 1890 al 1926 dopo aver acquistato un granaio da adibire ad atelier. Ciò che rende meravigliosa la visita non è tanto la casa rosa con le imposte verdi, ma il giardino e lo specchio d’acqua dove continuano a galleggiare le ninfee, ampiamente ritratte dall’artista. Passeggiando in quel tripudio di fiori, sembra di osservare i suoi quadri dal vivo. Come se le immagini studiate a scuola, ormai entrate nell’immaginario collettivo, fossero lì davanti a me vitali e palpabili. Come se i miei occhi fossero gli stessi di Monet. Un’esperienza difficile da descrivere con le parole. Per chi ama l’impressionismo la visita alla casa di Monet è una tappa fondamentale per entrare in sintonia con uno dei suoi maggiori esponenti.

Monet e gli Impressionisti in Normandia

La mostra sarà visitabile fino al 5 giugno e lo stesso biglietto permette di accedere al Museo Revoltella, anche in un momento successivo.

L’accesso è contigentato e la prenotazione, che potete fare qui, è fortemente consigliata. Soprattutto se andate nel week-end.
Io ci sono stata sabato pomeriggio ed era affollato. Ciò mi rallegra perché significa che, per fortuna, l’arte suscita ancora interesse.


Sara

Post by sara.demi

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